Come uso l'intelligenza artificiale — e perché te lo dico
Potrei non dirtelo. Molti non lo fanno.
Pubblicano testi scritti con l’AI senza una parola di avvertimento. Girano video con avatar digitali presentandoli come se fossero davanti alla camera. Usano immagini generate algoritmicamente senza una nota, senza un credito, senza un cenno. E continuano a costruire una presenza online che somiglia sempre di più a una scena teatrale ben allestita.
Io preferisco un’altra strada. Non per virtuosismo etico — per coerenza. Ho scritto un articolo intero su come la forma abbia preso il posto del contenuto nel marketing italiano. Sarebbe quantomeno ridicolo nascondere i miei strumenti mentre critico chi nasconde i propri.
Quindi, chiariamo.
I testi
Le idee sono mie. Il punto di vista è mio. La voce è mia. L’AI entra nel processo come strumento di editing — per affinare la struttura, limare il ritmo, eliminare le ridondanze che a forza di rileggere lo stesso pezzo non si vedono più. È lo stesso lavoro che farebbe un buon editor umano. Solo più veloce e disponibile alle undici di sera quando ho finalmente il tempo di scrivere.
Non sto qui a pettinare le bambole: gestisco un’agenzia, seguo i clienti, costruisco progetti, scrivo per questo sito e per la newsletter. Il tempo è quello che è. L’AI mi permette di pubblicare con la frequenza che voglio senza abbassare la qualità di ciò che scrivo. Se questo ti disturba, capisco — ma almeno ora lo sai.
I video
Utilizzo un clone AI per la produzione video. Significa che in alcuni contenuti vedrai una versione digitale di me — non me davanti a una camera, ma un avatar costruito sulla mia voce, sul mio volto, sul mio modo di parlare.
Lo faccio per un motivo pratico: la produzione video tradizionale richiede tempo, energia e una continuità di presenza fisica che non sempre riesco a garantire. Il clone mi permette di esserci con regolarità senza che la logistica diventi un ostacolo.
Lo faccio rispettando alcune regole che mi sono dato. Il clone non dice cose che non penso. Non simula esperienze che non ho avuto. Non crea una versione di me più curata, più disponibile o più entusiasta di quella reale. Amplifica ciò che sono — non lo sostituisce. E quando un contenuto richiede la mia presenza vera — una presa di posizione, una comunicazione delicata, qualcosa che ha bisogno del mio corpo nel presente — sono io, in carne e ossa, davanti all’obiettivo.
Le immagini
Alcune delle immagini di copertina degli articoli sono generate con strumenti di AI visiva — Nano Banana, ChatGPT o altri. Non uso foto stock, non commissiono illustratori per ogni pezzo. Le immagini servono a creare un’atmosfera coerente con il contenuto: le tratto come avrei trattato una scelta fotografica, con un brief preciso e un’intenzione chiara. Se un giorno dovesse cambiare qualcosa, lo scriverò qui.
Il principio che sta sotto tutto questo
La tecnologia amplifica ciò che sei. Non può sostituirti.
Se ciò che hai da dire è vuoto, l’AI produce vuoto. Se il tuo punto di vista è genuino, l’AI ti aiuta a trasmetterlo con più chiarezza e continuità. La differenza non sta nello strumento — sta nell’intenzione con cui lo usi e nella trasparenza con cui lo dichiari.
Questi principi non sono statici. L’AI evolve, i miei strumenti evolveranno, e questa pagina si aggiornerà di conseguenza. Con la stessa trasparenza con cui è stata scritta.